questa è la tua vita e sta finendo 1 minuto alla volta – Fight Club

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Disegni in 3d e a Matita

Kuekuatsheu e la Luna

Perché la luna è così sola? Poichè ella aveva un amante
il suo nome è Kuekuatsheu, ed egli viveva insieme alla dea della Luna nel mondo degli spiriti
ogni notte vagavano insieme nel cielo
ma un’altra divinità li invidiava
uno degli altri spiriti era geloso: Trickster, uno della luna del sud
voleva per sè la dea della luna
così disse a Kuekuatsheu che la dea della luna desiderava dei fiori
Gli disse di scendere nel nostro mondo e di raccogliere qualche rosa selvaggia
Ma Kuekuatsheu non sapeva che una volta lasciato il mondo degli spiriti non avrebbe potuto farci ritorno
Ogni notte, se guardi il cielo e le stelle, puoi solo vedere la luna che piange e grida il suo nome
ma non si posso più toccare!

Frasi tratte dal film “Big Fish”

Edward Bloom   
Ci sono dei pesci che nessuno riesce a catturare. Non è che sono più veloci o forti di altri pesci. È solo che sembrano sfiorati da una particolare grazia. Un pesce di questo tipo era la bestia. E all’epoca in cui io nacqui era già una leggenda. Aveva snobbato più esche da cento dollari di qualsiasi altro pesce in Alabama. C’era chi diceva che quel pesce era il fantasma di un ladro annegato in quel fiume sessant’anni prima. Altri sostenevano che era un dinosauro sopravvissuto al periodo crostaceo. Io non davo peso a queste speculazioni o superstizioni. Sapevo solo che avevo cercato di prendere quel pesce da quando ero un bambino non più grande di te. E il giorno in cui tu nascesti, beh… quel giorno finalmente lo catturai. Ci avevo provato con tutto quello che avevo. Esche, vermi, burro di noccioline e formaggio. Ma un giorno ebbi un’illuminazione: se quel pesce era il fantasma di un ladro le normali esche non avrebbero funzionato, avrei dovuto utilizzare qualcosa che lui desiderava veramente. L’oro! Allora legai il mio anello alla lenza più forte che esisteva, dicevano così forte da tenere su un ponte anche solo per pochi minuti. E poi la lanciai nel fiume. La bestia schizzò fuori e garrì l’anello prima che potesse toccare l’acqua e con la stessa rapidità con un morso troncò in due la lenza. Ora tu capirai il mio sgomento. La fede nuziale è il simbolo della mia fedeltà a mia moglie che stava per diventare madre smarrita nella pancia di un pesce incatturabile. Seguii il pesce su e giù per il fiume. Questo pesce, "la Bestia", tutta la città lo aveva sempre preso per un maschio. In realtà era una femmina. Era piena zeppa di uova e le avrebbe deposte da un giorno all’altro. Ora io mi trovavo con questo dilemma: avrei potuto sventrare il pesce e recuperare la mia fede nuziale ma così facendo avrei ucciso il pesce gatto più astuto del fiume Huston. Era il caso di privare mio figlio della possibilità di pescare un pesce del genere? La signora pesce ed io… Beh avevamo lo stesso destino. Facevamo parte della stessa equazione. Beh è la lezione che ho imparato quel giorno. Il giorno in cui nacque mio figlio. Qualche volta il modo per catturare una donna incatturabile è offrirle una fede nuziale.
 
Jenny; la strega
Allora credo di no signor Bloom, se non cambia nulla, io resto con le cose non cambiate come non sono cambiate in tutto questo tempo.
 
Edward Bloom  
Morire è la cosa più brutta che mi sia mai capitata!!!
 
William Bloom
Eravamo due estranei che si conoscono molto bene
 
Jenny; la strega e Edward Bloom, da giovane
Allora credo di no signor Bloom, se non cambia nulla io resto con le cose non cambiate come sono rimasta per tutto questo tempo.
Non è che lei ci rimetterà qualcosa… chieda a chi vuole in città.
Perché si compra questo luogo signor Bloom? È forse in crisi di mezz’età? Anziché comprarsi una decappottabile si compra una città?
Aiutare la gente mi rende felice.
Non so quanto meriti di essere felice.
Come scusi? L’ho offesa per caso?
No! Ha fatto quello che aveva promesso… È tornato… Solo che io l’aspettavo prima.
Lei è la figlia di Bennet… Il suo nome è diverso, si è sposata forse?
Io avevo 18 anni, lui 28… La differenza risultò eccessiva. Io non le venderò questa casa signor Bloom.
Capisco. Beh, la ringrazio comunque. 
Norther Winslow e Edward Bloom, da giovane
Sto componendo questo poema da 12 anni. C’è una grande aspettativa. Non vorrei deludere i miei fans.
Posso vedere? "L’erba così verde, il cielo così blu, Specter è davvero grande". Sono soltanto 3 righe.
È per questo che non si fa mai vedere un’incompiuta! 
Edward Bloom, da giovane e Sandra Bloom
Tu non mi conosci ma il mio nome è Edward Bloom e io ti amo. Ho passato gli ultimi tre anni lavorando per scoprire chi sei e mi hanno sparato e calpestato parecchie volte. Mi sono rotto le costole due volte. Ma ne è valsa la pena, per poter essere con te qui adesso e per poterti parlare. Perché io sono destinato a sposarti.
Tu neanche mi conosci…
Ho il resto della mia vita per fare questo.
 
Edward Bloom, da giovane 
Tanto più una cosa è difficile tanto più grande è il premio finale. 
 

Frasi tratte dal film “The Wrestler”

Randy ‘The Ram’ Robinson:

Sono solo un vecchio pezzo di carne maciullata…ma non merito di restare da solo. Voglio soltanto che tu non mi odi.

Qui è l’unico posto dove non mi faccio male

Molte persone mi hanno detto che non avrei più potuto combattere se avessi vissuto sempre al massimo e spinto al massimo e bruciato la candela dai due lati. Prima o poi ne avrei pagato il prezzo.

ca**o non ne fanno più di canzoni così, mitici anni 80 imbattibili: i Guns N’ Roses,i Motley Crue, Def Leppard

Ehi, li senti? E’ questo il mio mondo. Devo andare.

Frasi tratte dal film “Franklyn”

John Priest
"Se Dio non può sconfiggere il male allora non è onnipotente,
Se può sconfiggerlo e non vuole farlo allora Dio è malvagio,
Se invece non vuole e non può farlo allora perchè chiamarlo Dio???"

 
Sally
Se credi intensamente in qualcosa, chi può dire se è reale o no?
 
Preest
Senza una fede qualsiasi luogo sembra una prigione
 
Preest
Una volta qualcuno ha detto che la religione è considerata vera dalla gente comune, falsa dai saggi e utile dai governanti
 
Preest
una persona senza fede è difficile da controllare

Frasi tratte dal Film “L’Ultimo Samurai”

Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino? Io penso che un uomo fa ciò che può finché il suo destino si rivela
 
Ambasciatore Swanbeck: A nome degli Stai Uniti d’America, la firma di questo trattato darà l’avvio ad un’epoca senza precedenti di prosperità e cooperazione fra le nostre due grandi nazioni.
Omura: A nome dell’Imperatore, siamo molto lieti di aver concluso con successo… questo trattato…
Imperatore Meiji: È qui?
Omura: Altezza, se possiamo concludere l’affare in questione…
Nathan Algren: Questa è la spada di Katsumoto. Avrebbe voluto darla a Voi affinché la forza dei Samurai fosse con Voi per sempre.
Omura: O Illuminato, noi tutti piangiamo per Katsumoto ma…
Nathan Algren: La sua speranza, con l’ultimo respiro, è stata che Voi rammentaste gli antenati che l’hanno impugnata e ciò per cui sono morti.
Omura: Altezza…
Imperatore Meiji: Eravate con lui… alla fine?
Nathan Algren: Sì.
Omura: Imperatore, quest’uomo ha combattuto contro di Voi!
Nathan Algren: Altezza, se mi ritenete Vostro nemico, comandatemelo e io, volentieri, mi toglierò la vita.
Imperatore Meiji: Io ho sognato un Giappone unificato in una nazione forte, indipendente e moderna e ora noi abbiamo ferrovie, cannoni e abiti occidentali ma… non possiamo dimenticare chi siamo, né da dove veniamo. Ambasciatore Swanbeck, la mia conclusione è che il vostro trattato non è nei migliori interessi del mio popolo.
Amasciatore Swanbeck: Signore, se permettete…
Imperatore Meiji: Mi dispiace, ma non vi è permesso.
Ambasciatore Swanbeck: Ma questo è un affronto inaudito!
Omura: O Illuminato, dovremmo discutere…
Imperatore Meiji: Omura… avete già fatto abbastanza.
Omura: Tutto ciò che ho fatto, l’ho fatto per il mio paese…
Imperatore Meiji: Allora non vi spiacerà se confischerò i beni della vostra famiglia per offrirli come mio dono al popolo.
Omura: Voi mi disonorate.
Imperatore Meiji: Se non lo sopportate… vi offro questa spada.
Ditemi come è morto.
Nathan Algren: Io vi dirò come è vissuto
 
 
Katsumoto: Il fiore perfetto è una cosa rara. Se si trascorresse la vita a cercarne uno, non sarebbe una vita sprecata.
Nathan Algren: Chi li ha mandati a ucciderti?
Katsumoto: Sto scrivendo una poesia su un sogno che ho fatto: "Gli occhi della tigre sono come i miei ma lei ha attraversato un mare profondo e agitato".
Nathan Algren: È stato l’Imperatore? Omura?
Katsumoto: Se l’Imperatore vuole la mia morte non ha che da chiederlo.
Nathan Algren: È stato Omura!
Katsumoto: Ho qualche problema a finire la poesia; sai suggerirmi un verso conclusivo?
Nathan Algren: Non sono uno scrittore.
Katsumoto: Eppure hai scritto molte pagine da quando sei arrivato.
Nathan Algren: Cos’altro ti ha detto lei?
Katsumoto: Che hai degli incubi.
Nathan Algren: Tutti i soldati hanno incubi.
Katsumoto: Solo chi ha vergogna per quello che ha fatto.
Nathan Algren: Tu non hai idea di cosa ho fatto.
Katsumoto: Tu hai visto molte cose.
Nathan Algren: È così.
Katsumoto: E non temi la morte ma, anzi, qualche volta la desideri. Non è vero?
Nathan Algren: Sì.
Katsumoto: Anche io. Capita a chi ha visto ciò che noi abbiamo visto. Allora vengo in questo luogo insieme ai miei antenati e mi torna un pensiero… come questo germoglio, stiamo tutti morendo. Riconoscere la vita in ogni respiro, in ogni tazza di tè e ogni vita che togliamo. La via del guerriero.
Nathan Algren: La vita in ogni respiro…
Katsumoto: Questo è Bushido!
Nathan Algren: Sì.
Katsumoto: L’Imperatore ha concesso un passaggio sicuro fino a Tokyo. Partiamo domani.
Nathan Algren: Bene.
Katsumoto: Bene. Quando ti ho preso questi tu eri… mio nemico.
 
Ci sono tante cose qui che non capirò mai. Non sono mai stato un "frequentatore di chiese" e quello che ho visto sui campi di battaglia mi ha spinto a interrogarmi sui disegni di Dio. Ma c’è indubbiamente qualcosa di… spirituale in questo luogo e sebbene possa rimanere eternamente oscuro per me, non posso che essere consapevole del suo potere. So che qui ho conosciuto il mio primo sonno tranquillo dopo tanti anni.
 
Katsumoto: Questo tempio è stato costruito dalla mia famiglia mille anni fa. Il mio nome è Katsumoto… tu come ti chiami? Le mie parole non sono corrette? Mi eserciterò nella tua lingua con te, se tu vorrai onorarmi.
Nathan Algren: Mi hai tenuto in vita solo per esercitarti? Allora che vuoi?!
Katsumoto: Conoscere il mio nemico.
Nathan Algren: Ho visto quello che fai tu ai nemici.
Katsumoto: Nel tuo Paese… i guerrieri non uccidono?
Nathan Algren: Non tagliamo la testa a uomini sconfitti e inermi.
Katsumoto: Il generale Hasegawa mi ha chiesto di aiutarlo a togliersi la vita. Un Samurai non sopporta la vergogna della sconfitta, è stato un onore tagliargli la testa. Molte nostre usanze a voi sembrano strane, lo stesso vale per noi con le vostre. Per esempio, non presentarsi è considerato estremamente scortese, anche tra nemici.
Nathan Algren: Nathan Algren.
Katsumoto: Sono molto onorato. Mi è piaciuta molto questa conversazione.
Nathan Algren: Ho delle domande.
Katsumoto: Io ho fatto la mia presentazione e tu hai fatto la tua presentazione. È stata una splendida conversazione.
Nathan Algren: Ho delle domande.
Katsumoto: Le domande dopo.
Nathan Algren: Chi era il guerriero con l’armatura rossa?
Katsumoto: Era mio cognato Hirotaro.
Nathan Algren: E la donna che si occupa di me?
Katsumoto: Mia sorella, moglie di Hirotaro. Si chiama Taka.
Nathan Algren: Ho ucciso suo marito?
Katsumoto: È stata una buona morte.

Frasi tratte dal Film “Crank”

È il flusso di adrenalina che ti tiene in vita, continua a muoverti! Se ti fermi morirai
 
 

Frasi tratte dal film “The Million Dollar Hotel”

Wow! Dopo che saltai, mi venne in mente che la vita è perfetta. La vita è il massimo, piena di magia, bellezza, opportunità, e televisione. E sorprese… un sacco di sorprese, sì. E poi viene il meglio naturalmente. Migliore di qualunque cosa chiunque abbia mai costruito, perchè è reale!
 
L’amore non potrà mai essere descritto alla maniera del cielo o del mare o di un altro qualsiasi mistero è l’occhio col quale vediamo è il trasgressore nel santo è la luce all’interno del colore

Frasi tratte dal Film “V per Vendetta”

Creedy: Abbiamo controllato questo posto… Non hai niente! Niente a parte i tuoi diabolici coltelli e le tue belle mossette di Karate! Noi abbiamo le armi…!
V: No… voi avete la speranza che quando le vostre pistole saranno scariche non sarò più in piedi, sennò sarete tutti morti prima di aver ricaricato…
 
Voilà. Alla vista un umile veterano del Vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità, ma semplice vestigia della Vox Populi, ora vuota, ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà. L’unico verdetto è vendicarsi… Vendetta… E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.
 
Nessuno dimenticherà più quella notte e il significato che ha avuto per questo paese. Io non dimenticherò mai l’uomo e il significato che ha avuto per me.
 
Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.
 
Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio.
 
Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.
 
Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna […] mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia".
 
So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io. Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l’unica autobiografia che scriverò e, Dio, mi tocca scriverla sulla carta igienica.

Sono nata a Nottingham nel 1985. Non ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia.
Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che "Dio è nella pioggia".
Superai l’esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sarah. Furono i suoi polsi erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sarah fu così, per me no.

Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell’anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Christy che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente, ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l’unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio all’interno di quel centimetro siamo liberi.

Avevo sempre saputo cosa fare nella vita, e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo, capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutto e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose per nessuno.

Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come fiancheggiatore e risanamento divennero spaventose mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come diverso diventò pericoloso. Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui, tutto di me finirà, tutto, tranne quell’ultimo centimetro; un centimetro è piccolo, ed è fragile, ma è l’unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino. Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che, anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai; io ti amo, dal più profondo del cuore. Io ti amo.
Valerie.

 
Buona sera, Londra. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo come chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato, generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo 5 Novembre, un giorno, ahimè, sprofondato nell’oblio, sottraendo un po’ di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere.
Alcuni vorranno togliere la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità. E la verità è che c’è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole, non c’è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere, Adam Sattler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio.
Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 Novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l’equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 Novembre.
Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori alle porte del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 Novembre che non verrà mai più dimenticato.
 
D.sa Surridge: Sembrerebbe vano se chiedessi scusa?
V: Non lo è mai.
 
Mio padre mi diceva che gli scrittori dicono le bugie per rivelare la verità mentre i politici le utilizzano per nasconderla.
 
Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto il ricordo nel tempo andrebbe interrotto.
Ma l’uomo?
So che il suo nome era Guy Fawkes, e so che nel 1605 tentò di fa esplodere il Parlamento inglese, ma chi era veramente? Che tipo d’uomo era?
Ci insegnano a ricordare le idee e non un uomo; perché l’uomo può fallire, l’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Oltre cento anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo.
Io sono testimone diretta della forza delle idee; ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… ma non si può baciare un’idea, non puoi toccarla, né abbracciarla, le idee non sanguinano, non provano dolore, le idee non amano.
Non è di un’idea che sento la mancanza, ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre, un uomo che non dimenticherò mai.
 
Mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare all’affermazione della verità.
 
E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee, rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo!
 
Con la forza della verità in vita ho conquistato l’universo.
 
Evey: Tu pensi che far saltare in aria il parlamento renderà migliore questo paese?
V: Non vi sono certezze, solo opportunità.
Evey: Beh, puoi essere certo che Creedy incappuccerà chiunque si presenti, dal primo all’ultimo.
V: I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei popoli.
Evey: E tu vuoi che questo accada facendo esplodere un palazzo?
V: Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo.
 
Finch: Chi era lui?
Evey: Era Edmòn Dantés. Ed era mio padre e mia madre, mio fratello, un mio amico, era lei, ero io, era tutti noi.
 
Io, come Dio, non gioco a dadi e non credo alle coincidenze.
 
Siamo alla BTN, il nostro compito è diffondere le notizie, non inventarle, quello è compito del governo.
 
È una cosa che riguarda tutti i governi… I documenti più affidabili sono quelli delle tasse.
 
Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare.
 
La gente non dovrebbe avere paura del suo governo. Il governo dovrebbe avere paura della gente.
 
C’è molto più della carne dietro questa maschera. C’è un’idea, e le idee sono a prova di proiettile.